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Dopo il mille fu officiata da una comunità di frati organizzati
in un monastero e quindi nei secoli XVII- XVIII è documentata
la presenza di una serie di eremiti.
In quel periodo le popolazioni della Destra Adige
costumavano recarsi lassù per le rogazioni. Su di un affresco
databile XVI secolo, appartenente alle collezioni del Museo Civico
di Rovereto e proveniente dal castello di Castellano, in un panorama
generale della Destra Adige, viene raffigurata la chiesa di San
Martino affiancata da un campanile. La presenza di questo manufatto,
andato completamente distrutto, sembra confermata dalla presenza
nell'abside di una apertura, oggi murata, che molto probabilmente
metteva in comunicazione la chiesa con la torre campanaria. Sempre
nell'abside, ma dalla parte opposta, una seconda apertura consentiva
di accedere ad alcuni locati sottostanti oggi completamente distrutti.
Nel secolo scorso la chiesa, veniva lentamente abbandonata, costituendo
rifugio di contrabbandieri e pecorai.
Dopo essere stata proprietà del Comune di Pedersano, quindi
della famiglia Costa, entrò in possesso dei fratelli Matteo
e Gianbattista Pergher di Rovereto che la riadattarono dotandola
di una nuova pala, l'origina ria era infatti stata rubata; quest'ultima
subì la stessa sorte una «ventina» di anni fa.
Passata ad altra proprietà la chiesa cadde nuova mente in
abbandono. Piante erpicanti si trovavano sui muri e sul tetto che
era in parte crollato. Linterno era devastato e pericolante.
Nel 2004 il comune di Villa Lagarina ha iniziato i lavori di restaurazione
che sono tuttora in corso
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