Il biotopo e il percorso didattico

Nel territorio è presente anche un bellissimo biotopo di cui di seguito sono raccolti e riassunti gli incanti.

Il Biotopo "Pra dell'Albi - Cei", situato alla testata del Rio Cimone consta di vari tipi di area protetta a seconda dell'importanza naturalistica. Due ampie conche orientate NNE-SSO, parallele tra di loro e alla sottostante Valle Lagarina, costituiscono il Biotopo. La maggiore è anche la più occidentale ed accoglie due laghi quello di Cei ed quello più piccolo e nascosto dai canneti, chamato Lagabis. La seconda conca è più piccola e più orientale, ed è separata dalla prima dalla prima da una catenna di colline chiamate nella zona Costole. Ospita una palude-lago di grande interesse storico-naturalistico, nota col nome di "Prà dell'Albi".

Il Biotopo comprende zone a tutela integrale, corrispondenti agli ambienti umidi, e zone di rispetto nelle quali talune attività umane sono consentite. Non è dunque difficile capire che qui l'elemento naturale di maggior pregio è proprio l'acqua, che in varie forme le conferisce il caratteristico aspetto paesaggistico e la ricchezza ecologica di questi posti.
La grande presenza di acqua si spiega con l'origine del Biotopo. Le due conche e l'intera Valle di Cei sono state modellate dai ghiacciai come si può notare dalla considerevole copertura morenica nel fondovalle. Molto tempo più tardi, frane cadute dalla catena montuosa "Stivo-Cornetto" hanno provocato uno sbarramento in seguito al quale nell'intera conca si formò un unico lago.

Il Biotopo presenta una ricchezza di situazioni vegetali davvero straordinaria. Ne ammantano i dossi estesi boschi in cui predomina il faggio, assai pittoreschi, ma gli elementi di gran lunga più preziosi sono le zone umide, autentici scrigni ricolmi di "gioielli botanici".

Il percorso didattico invece consta di un itinerario con lunghezza di circa 9 chilometri percorribili in 3 ore a piedi, che attraversa varie zone di interesse ambientale, storico e/o umanistico. Dal percorso normale sono comunque possibili innumerevoli deviazioni che conducono tutte a posti meravigliosi da un punto di vista naturalistico. Il nome didattico è dovuto al fatto che il visitatore, lungo il percorso segnato e attrezzato, troverà una specifica segnaletica che lo guiderà nella lettura dei luoghi e dei manufatti storici presenti sull'itinerario, che lo aiuteranno a comprendere la ricchezza e la varietà dei luoghi.

L'itinerario si snoda sull'altopiano compreso tra Castellano e la Cimana, attraversa le ultime propaggini del paesaggio agricolo di montagna per poi inoltrarsi nel fitto bosco.
Il percorso attraversa un ambito geografico esternamente ricco, dove elementi naturali, culturali ed antropici si combinano dando vita ad un'unità "paesistica" assolutamente unica,in grado di suscitare nell'osservatore particolari emozioni e suggestioni.

Attraverso i secoli questi luoghi sono stati oggetto di una continua presenza umana con genti molto diverse che si sono succedute nel tempo lasciando importanti tracce del loro passaggio.
In quest'area dimensionalmente assai ridotta l'interazione tra l'azione dell'uomo e la natura sembra non aver lasciato tracce particolarmente evidenti ma una lettura attenta della morfologia dei luoghi, dei pochi manufatti presenti nella zona e della ricca toponomastica, che contraddistingue le diverse località, rivela come in epoche passate la presenza dell'uomo debba essere stata assai consistentese non addirittura predominante.
Anche se nella zona non sono state condotte campagne di scavo archeologico in maniera sistematica, i numerosissimi reperti di epoca preistorica, romana e longobarda rinvenuti nel corso di sporadici "saggi"occasionali sembrano avvalorare questa ipotesi.

Lungo il percorso, il visitatore potrà osservale e sperimentare, nel tempo e nello spazio, diversi tipi di ambiente con le sue caratteristiche paesaggistiche e le sue trasformazioni.

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