Capitelli e croci

Riportiamo ora alcune descrizioni ben dettagliate ed integrali riguardanti luoghi di culto quali cappelle capitelli e croci, raccolte nel volume " Cenni storici sulla comunità di Castellano" di don Domenico Zanolli, che fu parroco di Castellano dal 1842 al 1878, scritti presumibilmente attorno al 1860 circa, che in alcuni casi, quale testimone oculare, sono l'unica preziosa testimonianza che abbiamo potuto trovare, mentre per altre notizie, ci siamo documentati nell'archivio della Curia di Trento e nella canonica di Castellano per quanto ci è stato possibile, e per gentile concessione di padre Paolo Belussi.



CHIESETTA DI NASUPEL

La chiesa di S. Rocco in Nasupel ebbe origine da un capitello già esistente e dedicato a S. Rocco e S. Bernardo,** dove era d'uso ai castellani andare 4 volte all'anno in processione. Nel 14 agosto 1639, Nicolò Battaglia, vicario di Villa chiese il permesso in nome dei castellani di potervi costruire una chiesetta per celebrare così la messa.

Trascriviamo ora in modo integrale un'antica pergamena scritta in latino e tradotta in italiano da don Zanolli che riporta il testamento di Giobatta Pederzini da Castellano e ci fa anche conoscere come la religione era intesa e vissuta in quel tempo.

Nell'anno 1602 ai 21 Agosto nella Villa di Castellano.
"Qui personalmente presente Messer Battista qm. Antonio Pederzini da lungo tempo abitante in Castellano, giacente nel letto infermo di corpo, ma sano di mente, senza vista, intelletto, considerando che la presente vita è fragile e che quanto è caduco prestamente svanisce e che nulla è più certo della morte, e più incerto dell'ora, volendo mentre si trova in vita disporre delle cose sue, e dei suoi beni, affinché dopo la di lui morte dettò il presente suo nuncupativo testamentonel modo che segue:
Primieramente quando dovrà lasciare questa terra raccomanda umilmente e devotamente la sua anima a Dio Onnipotente alla di Lui gloriosa Madre sempre Vergine Maria e a tutta la Corte celeste e ordinò che il suo cadavere venga seppellito nel cimitero di S. Lorenzo della villa di Castellano presso le ossa dei suoi parenti con quella funebre solennità che sarà benparsa alla moglie e al tutore.
Comandò, che all'obito, al settimo, al trigesimo e all'anniversario, nella chiesa predetta di S. Lorenzo siano celebrate tre Messe adogni Officio a favore dell'anima sua e in remissione dei suoi peccati.
Inoltre ordinò che siano date n. 12 olio alla lampada delSS. Sacramento esistente nella predetta chiesa per una sola volta.
Comandò inoltre che gli infrascritti suoi figli ed eredi siano tenuti ed obbligati di distribuire alla terza rogazione uno staio di frumento ridotto a pane, ed uno staio di vino ai processionandi di Castellano quando ritornano alle loro case e per tre anni continui e non più. Inoltre uno staio di pane e uno di vino a questo fine che i poveri innalzino preghiere all'Altissimo Creatore nostroper l'anima del testatore.
Inoltre comandò ed ordinò che gli infrascritti dilui figli, ed eredi siano tenuti ed obbligati perché cosìgli aggrava di far accomodare il Capitello esistente nel Maso Nasupela tutte loro spese coll'eredità del testatore in guisa emodo tale, che in quello stesso luogo si possa comodamente celebrarela Messa e ciò in favore dell' anima sua e per la remissionedei suoi peccati."


**Secondo ricerche fatte da padre P. Belussi parroco di Castellano non si tratta di S. Bernardo ma di S. Leonardo.

Esecutori testamentari per i predetti legati istituì Agostino Agostini di Castellano suo suocero e Lucia sua moglie siccome quelli, nei quali disse di riporre ogni sua confidenza.
Quindi verso il 1640 circa, fu fatta la chiesa a Nasupel, nel 1713 fu restaurata da Giobatta Manica, nel 1750 fu nuovamente restauratae nel 1846 fu rifatto il tetto.

La chiesa di Nasupel è chiamata attualmente di S.Antonio e questo fin dai tempi di don Zanolli e dal 1805 era meta di rogazioni anche per tre volte l'anno.
Nell'anno 1965 la chiesa fu quasi completamente demolita e fu ricostruitanella forma che vediamo oggi.
La pala originale che rappresenta i tre Santi ai quali è dedicata la chiesetta, è oggi conservata nella canonica di Castellano assieme ai due angeli lignei e nell'attuale chiesa visono esposte delle copie.

La chiesa attualmente

 

CAPITELLO DELLE COSTE

Il capitello posto sulla strada che conduce a Cavazzino, quando fosse eretto e in quale occasione, è ignoto. La tradizione vuole che fosse innalzato contemporaneamente a quelli che si trovano nella stessa elevatezza sopra Patone, Lenzima e Nomesino all'occasione di una peste, forse quella dell'anno 1575, in rendimento di grazie a Dio che avea preservati i paesi superiori a quella linea e la tradizione a mio credere trova fondamento nei Santi che si trovano dipinti sul muro, che sono Maria nel mezzo, ai lati S. Rocco e S. Sebastino, santi scelti comunemente a difensori dalle malattie contagiose.
Quello che è noto di questo capitello, è una documentazione scritta, l'indulgenza concessa dal Vescovo Principe di Trento PietroVigilio, il 12 marzo 1799 concepita in questi termini.
"Desiderosi di promuovere ciò che riguarda l'amor di Dio e la salute delle anime dei fedeli, a tutti e ciascuno d'ambo i sessi che reciteranno devotamente 5 Pater - Ave - per l'esaltazione di Santa madre Chiesa, per l'estirpazione delle eresie, per la concordia dei Principi Cristiani avanti l'immagine della Beata Vergine Maria e dei Santi esistenti nel capitello, sulla strada che porta a Cavazzino, concediamo l'indulgenza di 40 giorni ogni qualvolta cosìfacciano".

Questo capitello fu restaurato nel 1831. Altri restauri furono eseguiti all'inizio del '900 quando era capo comune Giovanni Pederzini, e nel 1995 per opera di Fausto Miorandi. I dipinti descritti sono purtroppo andati perduti probabilmente durante i restauri all'inizio del secolo.

 

CAPITELLO AI ZENGI

Il capitello della Madonna dei "Zengi", fu innalzato dai Conti Lodron, come scritto sulla sottostante lapide, nel 1619.

Non vi sono documenti che hanno riportato le motivazioni della costruzione di questo capitello, possiamo però presumere che sia stato costruito a protezione della strada che in quel punto cade a strapiombo per un centinaio di metri.
Questo capitello, al cui interno è esposta la Madonna con il Bambino, è sempre stato un punto devozionale per le persone che un tempo andavano e venivano dalla città, ed ancor oggi vi è sempre un lume acceso che testimonia la religiosità della nostra gente.

Il quadro originale riportante la Madonna con bambino e in alto a sinistra lo stemma dei Lodron, è custodito nella canonica di Castellano.

 

CAPITELLO FRA CASTELLANO ED IL BIVIO DI BORDALA

Il capitello sulla strada che conduce a Cei formato a guisa di cappelletta, fu eretto dai fratelli Antonio e Damiano Pizzini per corrispondere ai desideri del loro fratello Carlo, che nell'anno 1858 vestì l'abito religioso di S. Ignazio a Verona.
Questo capitello chiuso con cancello di ferro, contiene l'immagine dell'Immacolata V. Maria, nel mezzo, e ai lati S. Giuseppe e S. Antonio in pittura sopra la tela eseguita dal pittore Quirino De Mattio da Cavalese in tre quadri distinti per f. 30. Ridotta l'opera a compimento il curato locale domandò all'Ordinariato di Trento la delegazione di benedire le sacre immagini e la nuova cappelletta,il che fu conseguito con rescritto del 15 ottobre 1862.
A senso dell'accennato Rescritto dovettero obbligarsi i fratelli Pizzini al perpetuo mantenimento in uno stato decente, per questo fu esteso il relativo documento avanti le primarie autorità del paese il 26 ottobre 1862 che conservasi nella canonica nel libro"Istrumentidella venerabile Chiesa di Castellano".
Quello stesso giorno, che era domenica, terminate le funzioni vespertine, furono benedette nella chiesa di Castellano le tre sacre immagini e processionalmente portate alla cappelletta che fu prima benedetta e quindi in essa riposte solennemente cantando ad ognuno un apposito canto dal coro delle fanciulle,e si terminò cantando le Litanie della B.V. Maria, dopo di che si continuarono le Litanie di tutti i Santi e si fece ritorno alla chiesa.

Venne poi restaurato in seguito ai primi del '900 con una breve cerimonia religiosa.
Dei tre quadri originali menzionati sopra non siamo riusciti a sapere dove siano finiti. Nel 2007-08 la Pro Loco si è impegnata nella sua ristrutturazione, e al termine dei lavori vi è stata trasferita in processione una statua lignea della Madonna Pellegrina.

 

CAPITELLO DI FRONTE ALLA CHIESA DI CASTELLANO

Questo capitello fu costruito da Gatti Luigi assieme al padre nel 1930 circa, per adempiere al voto di suo bisnonno Giobatta nato nel 1806 e morto nel 1890 e di Orsola Pizzini che erano stati preservati con tutta la loro famiglia da due ondate di colera nell'anno 1836 e 1855, che a Castellano fece 75 morti.

Il quadro esposto riporta la raffigurazione di S. Sebastiano e S. Rocco protettori di pestilenze, ed in alto la Madonna di Pinè, con in fondo le date citate.

 

CAPITELLO A ROZ

Questo capitello fu fatto costruire da Giovanni Battista Manica nato nel 1851 e morto nel 1923 detto "Moro" sposato con Miorandi Maria Albina e in seconde nozze con Miorandi Giuseppa per voto fatto causa una malattia dalla quale fu poi guarito.
Sul libro dei defunti viene riportata la seguente scritta: ottimopadre di famiglia e confratello del S.S.mo Sacramento.

Riporta la data 1868 con iniziali scolpite su marmo bianco: M.G.B (Manica Giobatta) ed è dedicato alla B.V.M. del Carmine.
Attualmente è esposto un quadro riportante la Madonna conBambino.

 

CROCE A CAMPIAM

In località Campiam, era stata portata un’altra Croce di legno nell’anno 1698, mentre si ritornava dalla rogazione di Brancolino, con solenne processione.
Fu poi rifatta in pietra e fu posta in essa la reliquia di S. Gennaro, portata da Verona da Padre Aniceto Manica di Castellano.
In alto vi è la scritta: I N R I ed ai lati O CRUX AVE SPES UNICA (Ave o Croce unica speranza)

 

CROCE A BARCO

Un’altra Croce fu piantata nel 1699 presso l’orto dei Dacroce all’inizio del paese. Nel 1823 questa croce, che era di legno, fu fatta di pietra da Carlo Baldessarelli di Pederzano in alto vi è la scritta: IN HOC SIGNO VINCES (con questo segno vincerai) e sul piedistallo PIETAS AC DEVOTIO COM. CASTELLANI ERIGIT ET CURAVIT 1823.

Nel 1859 questa croce fu rimossa e collocata ove ora sorge la cappella dei Caduti. Negli anni '30 venne trasferita in località “Barco” dove è tuttora e dove è riposta la reliquia di S. Lorenzo presa a Verona da Massimiliano Todeschi Sacrestano di Castellano.

Prima, le cose sacre poste nelle croci di legno erano le seguenti: Oliva Reliquia Santorum, polvere benedetta della venerabile Madre Giovanna della Croce, S. Aniani, cera benedetta di S. Nicola di Talentin, polvere benedetta contro le streghe, cera di triangolo, incenso Pasquale.

 

In epoche più recenti sono state collocate molte Croci e statue della Madonna su quasi tutte le cime delle nostre montagne, a ricordo, a commemorazione, a protezione, per motivazioni diverse, sempre al limite tra sacro e profano; ma questa è tutta un’altra storia….

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